Pronto in tavola

A Carnevale ogni frittella vale!

4 febbraio 2021 - Debora Saccardi

Strizzo l’occhio a un noto modo di dire: “A carnevale ogni scherzo vale!”. Il clima allegro, festoso e goliardico ci rende più inclini ad accettare gli scherzi, bandita la permalosità e non nascondiamolo siamo anche più propensi a fare qualche strappo alla regola. Ecco perché ogni frittella vale. Ogni territorio infatti ha il proprio dolce di riferimento. Le più note sono senza dubbio le frittelle, diverse per forma, consistenza, chiamate in modi diversi ma la base di partenza è costituita quasi sempre da farina, burro, zucchero, uova, aroma di limone e un liquore.

In Emilia-Romagna sono note anche come sprelle o chiacchiere, per lo sfrigolio che producono in cottura. In Toscana le chiamano stracci o cenci, mentre in Piemonte e in Liguria si chiamano bugie. In Friuli le indicano come crostoli, nel Veneto come galani e nel Lazio invece sono conosciute come frappe. La Campania ha come dolce tipico di questo periodo la cicerchiata, piccoli bocconcini di pasta fritti e glassati con il miele. Non è finita qui! Chi ama i fritti ripieni ha solo l’imbarazzo della scelta. I piacentini Turtlitt, tortelli dolci farciti con castagne, cioccolato e confettura di prugne, ci sono anche i crostoli ripieni con confettura a piacere e le castagnole, bignè fritti farciti con la crema pasticcera o la crema la cioccolato.

Vi consiglio di guardare la video-ricette delle sprelle che trovate su Liberta.it.

 

Curiosità

Sapete perchè si festeggia il carnevale? La parola deriva dal latino carnem levare, cioè eliminare la carne. E’ una festività Cristiana, che si celebra il martedì grasso, giorno che precede il mercoledì delle Ceneri e l’inizio della Quaresima, in cui in passato si era soliti non mangiare carne. I piatti più consumati erano zuppe di pane o minestra con l’olio, polenta e merluzzo, formaggi, legumi e verdure.

Anticamente nel mese di dicembre si festeggiavano i Saturnali, che potrebbero essere ricollegati all’odierno Carnevale, in quanto proprio durante i festeggiamenti di Saturno, probabilmente iniziò l’usanza di indossare una maschera.

Le maschere

Ogni regione un dolce tipico, ogni regione una maschera! Le frittelle quindi sono in buona compagnia.

In Emilia Romagna la maschera è quella del Dottor Balanzone, uomo di legge, che parla spesso a sproposito, amante della buona cucina. Ci spostiamo in Piemonte e troviamo Gianduia, che ha dato il nome al noto cioccolatino gianduiotto. In Veneto invece abbiamo Colombina, serva astuta e maliziosa. Ha origini lombarde, bergamasche per la precisione, la nota maschera di Arlecchino, che ha come tratto distintivo quello di essere giocherellone e birichino, mentre vanta radici campane Pulcinella, il cui nome rimanda a un piccolo pulcino!

La mia ricetta per voi: Sgonfiotti lievitati fritti

Non confondeteli con le castagnole. L’impasto di questa ricetta prevede lievito di birra, è quindi un lievitato e risulta più compatto. La cottura di riferimento è la frittura. Scegliete una buona sostanza grassa, con una buona stabilità in cottura come l’olio di arachide o l’olio extravergine di oliva.  Se possibile usate una casseruola in ferro e scaldate adeguatamente l’olio o il grasso scelto, otterrete così un fritto croccante e asciutto. Potete aggiungere un cucchiaio di rum o vino bianco dolce per un impasto più aromatico.

 

Ingredienti  

Quantità

 

Farina bianca 00 W 200 G 500
Patate schiacciate G 200
Acqua Ml 150
Burro G 25
Lievito di birra G 25
Sale fino q.b.
Zucchero semolato G 100
Scorza di limone non trattata n. 1
Zucchero a velo q.b.
Olio di arachide L 1

 

Procedimento

Reidratare il lievito in acqua a temperatura ambiente. Fondere e chiarificare il burro.  Aggiungere la scorza grattugiata di un limone al burro fuso.

Sistemare la farina a fontana su una spianatoia.

Aggiungere il lievito reidratato, le patate schiacciate e lo zucchero semolato. Lavorare parzialmente l’impasto e addizionare anche il burro fuso chiarificato aromatizzato con la scorza di limone e il sale fino. Impastare fino ad ottenere una pasta liscia, omogenea ed elastica. Volendo potete usare la planetaria con il gancio a media velocità.

Fari riposare l’impasto in un recipiente ben coperto da correnti d’aria per almeno 3 ore o fino al raddoppio del volume.

Realizzare delle strisce larghe circa 2 cm. Tagliare di pezzi di pasta della stessa lunghezza. Fateli lievitare nuovamente per altri 30 minuti.

Scaldare l’olio e friggere immergendo pochi pezzi di pasta per volta.

Quando sono ben dorati, colare gli sgonfiotti e privarli dell’olio in eccesso usando la carta per fritti.

Farli raffreddare e spolverarli con zucchero a velo. Servirli tal quali o con glassa al cioccolato.

 

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